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ORIGINI DELLA MUAY BORAN

 

Culla delle arti marziali orientali è l’India, in cui tutt’oggi si pratica il Kalary Payat, ed è proprio qui che comincia la storia del popolo Thai. Dal sud dell’india il popolo degli Ao-lai, iniziarono una lunga migrazione attraverso il Tibet fino alle vallate della Cina meridionale, nel periodo Han (c.ca 200 a.C.) gli Ao-lai sopraffatti dalla numerosità del nemico dovettero ricominciare a migrare. In questa lunga fase si divisero in tre gruppi dei quali uno si diresse e stabilì in quello che è l’attuale Siam. Giunti in queste terre gli Ao-lai si dovettero scontrare con le popolazioni autoctone e poi ancora con i Khmer, padroni del più forte e ricco impero del sud est asiatico, il cui dominio era assicurato da una vera e propria casta di guerrieri Nayar. Nonostante tutto questo, e nonostante l’inferiorità numerica gli Ao-lai riuscirono a conquistare una grande capitale vicina all’odierna Sukhothai, e fu lì che stabilirono il primo ufficiale regno del Siam sotto il governo del re Ramkhamhaeng. Il nome dato alla loro territorio fu Muang Thai, terra degli uomini liberi, nome che ancora oggi i thailandesi usano per definire la loro nazione.

 

Per assicurare la sopravvivenza al neonato stato, i più grandi combattenti si riunirono per codificare e registrare coerentemente le tecniche di lotta con e senza armi che per i secoli erano state usate dai guerrieri e tramandate solo oralmente spesso in linea familiare. Ovviamente ulteriori tecniche e modifiche venivano accettate solo dopo aver dimostrato efficacia sul campo di battaglia. Nacque in tal modo un vero e proprio manuale di allenamento, il Chuppasart, testo ufficiale di tutti guerrieri siamesi. La prima innovazione apportata dal Chuppasart, fu la netta separazione tra lotta senza armi Muay Thay da quella con armi Krabi Krabong. Tale separazione avvenne sotto il principe Naresuan, anche detto principe nero. Egli organizzò tornei su larga scala, a livello nazionale. Fu proprio durante il suo impero, che con la diffusione della lotta senza armi, il popolo Thai venne soprannominato:

 

 

 

                      RAZZA DALLE OTTO BRACCIA.

  
                

Nella diffusione di quest’arte i sovrani hanno sempre giocato un importante ruolo, per questo è anche detta:

 

                                 L’ARTE DEI RE.

 

Il più famoso di questi fu Phra Buddha Chao Sua, che data la sua forza e la ferocia nel combattimento fu anche conosciuto come Re Tigre. Fu proprio lui il primo a fondare campi di allenamento, in tal modo la Muay divenne sport preferito anche in periodi di pace. Nei combattimenti erano ammessi strangolamenti, colpi a dita tese e artigliate. L’uso dei guantoni fu introdotto nel 1929, precedentemente le mani erano bendate con delle corde (kard chiek), ed in alcuni combattimenti rituali, al fine di rendere ogni colpo ancor più devastante, grazie a delle resine del vetro finemente tritato veniva applicato ai kard chiek di ogni guerriro.

                          

Per concludere questo excursus storico non è possibile fare a meno di ricordare il padre di tutti i Thai boxer, Nai Khanom Thom (NKT), figura quasi leggendaria della Muay Thai, noto a tutti i thailandesi, giovani e non. Nel 1774 NKT era prigioniero di guerra dei birmani. Il re birmano durante una cerimonia, al margine tra la religione ed un torneo di arti marziali (i birmani praticano tutt’oggi il Parma), volle constatare la grande potenza per cui erano famosi i thailandesi. Per fare ciò fece scegliere tra i prigionieri il più forte, per farlo combattere contro i suoi guerrieri, ovviamente la scelta cadde su NKT. Questi, sconfisse i dieci migliori lottatori birmani in poco tempo, il re entusiasta applaudì ed affermò:

 

     “Ogni parte del corpo dei Thai è piena di veleno...”

 

Fu Così che NKT vinse la libertà sua e dei suoi compagni, e venne accolto in patria come un eroe. Ancora oggi il 17 di marzo si festeggia questo eroe di eccezionale abilità e valore. E’ da specificare che tra i lottatori thailandesi solo chi oltre a dimostrare elevate capacità guerriere si era distinto per coraggio e lealtà poteva entrare a far parte delle guardie personali del re.

 

Tutt’oggi gran parte di coloro che decidono di imparare seriamente le arti guerriere, in thailandia, trascorrono un periodo lungo anche 3 mesi in un monastero buddista per poter raffinare il carattere e purificare lo spirito, e potersi così preparare ad apprendere la fantastica…


                          
. . . ARTE DEI RE.

 

 

 

 

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